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Pubblicazioni

I falsi moralisti

Generalmente chi scrive non dedica il proprio tempo nè quello dei propri lettori ai gossip. Stavolta si è ritenuto di farlo – per onestà intellettuale e per onesta nei confronti dei lettori – e commentare fatti di cronaca, dell’estremo nord Italia (Bolzano).

Parola alla consulta

La Corte Costituzionale affronterà il 22 marzo 2017, in udienza pubblica, la questione pregiudiziale sollevata dal Tar Puglia (ordinanza n. 54 atto di promovimento del 22 luglio 2015) sulla Legge regionale della Puglia n. 43/2013.

Una storia senza fine?

La notizia – che non fa notizia – è che il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge del Molise sul gioco. Questa prevede che sale e spazi da gioco con vincite in denaro nei comuni molisani dovranno essere distanti almeno 500 metri dalle aree ritenute “sensibili”, quali scuole, chiese, banche e centri di aggregazione. Per gli esercizi che violeranno le disposizioni della legge sono previste sanzioni amministrative da 5mila a 10mila euro e il sigillo degli apparecchi da gioco. La Legge Regionale molisana prevede anche un supporto per gli esercizi che rimuovono le slot machine. Infine, attraverso uno stanziamento di 800mila euro in tre anni, saranno attivate campagne di sensibilizzazione e contrasto alla ludopatia.

Il mille proroghe ed il mercato italiano

La Commissione Affari costituzionali del Senato è impegnata nell’esame del ddl n. 2630, recante proroga e definizione di termini di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 (scade il 28 febbraio). Il provvedimento è calendarizzato in Assemblea per la seduta di martedì 7 febbraio. Il 20 febbraio dovrebbe poi passare alla Camera ed essere convertito in legge entro e non oltre il 28 febbraio.

Mille proroghe all’italiana

In data 29 dicembre us, pubblicato su G.U. n. 244 del 30 dicembre 2016, veniva approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legge n. 244/16 “proroga e definizione dei termini”. Anche quest’anno, in pieno stato d’emergenza dopo la crisi del governo, il nuovo esecutivo è dovuto ricorrere al c.d. “decreto milleproroghe”, provvedimento normativo in cui vengono, appunto, “prorogate” una serie di norme in scadenza.

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