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Pubblicazioni

Tutelare la rete legale tutelando l’erario

I bandi di gara contemplati dalla Legge di Stabilità 2016 avrebbero dovuto garantire, almeno secondo quanto si legge nella relativa relazione tecnica, ingenti entrate erariali:

  • la gara delle scommesse terrestri circa 410 milioni di euro;
  • la gara per il bingo - quella del 2014 che era stata annullata con una pronuncia del Tar Lazio - 73,5 milioni di euro;
  • la gara per le concessioni della raccolta del gioco on line, 24 milioni di euro.

Le prime prese di coscienza

Un esercente di gioco pubblico impugnava l’ordinanza n. 2016/00232 del 2 settembre 2016 a firma del Sindaco del Comune di Firenze, pubblicata sull’Albo Pretorio dal 5 settembre 2016 avente ad oggetto “Orari di esercizio delle sale giochi autorizzate ai sensi dell’art. 86 TULPS e di funzionamento degli apparecchi con vincite in denaro di cui all’art. 110 c. 6 TULPS, installati negli esercizi autorizzati ai sensi degli artt. 86 e 88 TULPS”. Nell’ordinanza, oggetto di censura, veniva individuata una nuova disciplina degli orari di esercizio delle attività di gioco sul territorio comunale, prevedendo: a) per le sale giochi autorizzate ex art. 86 del T.U.L.P.S. (escluse le sale biliardo e le sale bowling), l’esercizio delle attività di gioco nella sola fascia oraria 16,00-22,00, festivi compresi; b) per gli apparecchi di intrattenimento e svago con vincite in denaro di cui all’art. 110, 6° comma T.U.L.P.S., presenti in esercizi autorizzati ex art. 86 o 88 del T.U.L.P.S. (bar, ristoranti, alberghi, rivendite di tabacchi, esercizi commerciali, agenzie di scommesse, sale bingo; ecc.), l’esercizio delle attività di gioco nella più ristretta fascia oraria 16,00-20,00, festivi compresi. I ricorrenti lamentavano, al momento della preposizione del ricorso, il difetto d’istruttoria del provvedimento impugnato.

I falsi moralisti

Generalmente chi scrive non dedica il proprio tempo nè quello dei propri lettori ai gossip. Stavolta si è ritenuto di farlo – per onestà intellettuale e per onesta nei confronti dei lettori – e commentare fatti di cronaca, dell’estremo nord Italia (Bolzano).

Parola alla consulta

La Corte Costituzionale affronterà il 22 marzo 2017, in udienza pubblica, la questione pregiudiziale sollevata dal Tar Puglia (ordinanza n. 54 atto di promovimento del 22 luglio 2015) sulla Legge regionale della Puglia n. 43/2013.

Una storia senza fine?

La notizia – che non fa notizia – è che il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge del Molise sul gioco. Questa prevede che sale e spazi da gioco con vincite in denaro nei comuni molisani dovranno essere distanti almeno 500 metri dalle aree ritenute “sensibili”, quali scuole, chiese, banche e centri di aggregazione. Per gli esercizi che violeranno le disposizioni della legge sono previste sanzioni amministrative da 5mila a 10mila euro e il sigillo degli apparecchi da gioco. La Legge Regionale molisana prevede anche un supporto per gli esercizi che rimuovono le slot machine. Infine, attraverso uno stanziamento di 800mila euro in tre anni, saranno attivate campagne di sensibilizzazione e contrasto alla ludopatia.

Il mille proroghe ed il mercato italiano

La Commissione Affari costituzionali del Senato è impegnata nell’esame del ddl n. 2630, recante proroga e definizione di termini di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244 (scade il 28 febbraio). Il provvedimento è calendarizzato in Assemblea per la seduta di martedì 7 febbraio. Il 20 febbraio dovrebbe poi passare alla Camera ed essere convertito in legge entro e non oltre il 28 febbraio.

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