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La nuova legislatura ed i giochi

Nei due anni precedenti, la corrente ha funzionato a fasi molto alterne. Un dato è certo, chi subentrerà nel controllo di Piazza Mastai avrà un gran da fare.

Ci sono i progetti già normati, skill games e Bingo on-line (diventato lo “spauracchio” dei giochi raccolti a distanza) che attendono solo un via e l’impatto che ne verrà. C’è la realizzazione dei giochi virtuali e la regolamentazione dei giochi di abilità (carte) a terra. Ci sono le rivoluzioni attese, annunciate e mai realizzate, come quella dell’ippica. Ci sono i restyling necessari, quasi obbligatori, come quello del Bingo (datato 2000, un tempo oramai impensabile per questo settore). Ci sono le sorprese, come i nuovi giochi numerici a totalizzatore, assegnati di recente con una gara pubblica da rotocalco. C’è la rete Bersani, il cui nome potrebbe causare interventi quantomeno di facciata. C’è la rete del ’99, che come la rivoluzione partenopea rischia di finire maluccio. Ci sono le procedure di infrazione, ed i richiami sulle ippiche storiche. Ci sono i rapporti con la Commissione Europea, di cui ci si è accorti un po’ tardi ma che ora sembra piacere a molti. C’è un AAMS scollegata che regge botta per la buona lena di alcuni, ma che si rende conto da se che così non basta. C’è un mercato vero, fatto da imprenditori che investono, e che si aspettano una velocità di risposta pari al loro impegno. Ci sono poi i cavalcatori di tigri mediatiche, pronti ad attaccare in negativo, che comunque rende (quasi) sempre bene. Ci sono le gare, oggetto misterioso ed affascinante che crea movimento, ma assai delicato da gestire. C’è sempre il TAR, il Consiglio di Stato e la Cassazione penale. C’è il federalismo fiscale ed il controllo del territorio. C’è l’identità nazionale e l’Europa ed il web.

Insomma, c’è tanto da fare per chi ne avrà voglia: quello che certo non serve è un atteggiamento ostile, di pregiudizio, o peggio ancora negativo. Un vecchio detto contadino dice che la vacca da il latte se mangia il fieno. Non ci resta che augurare a tutti buon lavoro.

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