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Previsioni del 2017

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Il 2016 ci sta lasciando: dovendo fare un breve sunto dell’anno questi sono alcuni temi di rilievo.

Il condono 2016: copia di quello dell’anno precedente forse con meno adesioni rispetto al primo del 2015 ma sempre rilevante. Purtroppo, sebbene lo sforzo del Legislatore sia stato sicuramente lodevole, sul mercato ancora esistono reti che canalizzano il gioco in circuiti non controllati a danno del consumatore, dell’erario e della fede pubblica. I condoni per emersione fiscale ci possono stare, ma dovrebbero essere inasprite le pene per coloro che non operano all’interno del circuito del  sistema concessorio; l’apparato della legge n. 401/89 e successive modifiche ed integrazioni  è oramai vetusto, dovrebbe essere rinnovato e supportato da altri rimedi forse più importanti ed immuni alle censure – seppure in alcune occasioni degne di nota –  di eventuali violazioni del Trattato della Comunità Europea.  In questi ultimi mesi era circolata una timida proposta di un condono-ter in vista della prossima gara, che però non ha avuto molti seguaci. Forse  qualche parlamentare aveva previsto che le gare per la commercializzazione dei giochi pubblici su base terrestre avrebbero potuto essere rimandate ad oltranza.

Seguendo l’ordine temporale degli eventi del 2016, viene in rilievo l’affidamento in concessione della gestione del servizio del gioco del Lotto automatizzato e degli altri giochi numerici a quota fissa pubblicato sulla G.U.U.E in data 17 dicembre 2015 e sulla G.U.R.I. – V serie speciale – n. 150 del 21 dicembre 2015. Con determina di ADM del 16 maggio 2016 la concessione veniva assegnata alla Società LOTTOITALIA srl (di cui fanno parte anche importanti gruppi stranieri), nuova concessione partita proprio il primo di dicembre con la raccolta.

Sempre in tema di concessioni, il 30 giugno 2016 sono scadute tutte quelle per il gioco terrestre (c.d. Monti, Bersani e Giorgetti) e per il gioco on line (c.d. Bersani adeguate ai principi della comunitaria). Proprio prima di quella data i titolari di concessioni, che fossero stati interessati a continuare in regime di proroga, e nelle more della pubblicazione dei bandi di gara previsti dalla Stabilità 2016, dovevano manifestarvi il proprio interesse.  Com’era prevedibile le concessioni c.d. Giorgetti – da sempre definite (a ragione) le cenerentole del settore – sono state quasi tutte riconsegnate, mentre gli operatori che avevano le Bersani e  le Monti hanno comunque manifestato il loro interesse a continuare la raccolta di gioco in vista di un prossimo bando di gara, che sembra non arrivare mai. Un dato certo: molti operatori storici, che iniziarono già con l’ippica negli anni ‘50 del secolo scorso, stanno abbandonando il settore; il loro posto è stato preso da nuovi imprenditori che hanno in mente un altro business,  all’insegna delle nuove tecnologie.

Un’altra costante dell’anno che sta per terminare, è stata la  giustizia amministrativa, quasi quotidianamente chiamata a giudicare sulla legittimità dei vari regolamenti del settore dei giochi e delle scommesse, emessi nel corso dell’ultimo biennio da parte dei governi dei territori. Nell’attesa che la Corte Costituzionale giudichi sulla Legge regionale della Puglia, qualche timido segnale di sentenze che non semplificano troppo la problematica connessa all’esercizio del gioco pubblico su base legale, emesse  a favore del mercato e dell’industria sana, si iniziano a vedere. Si richiama a tal proposito la pronuncia del Tar Toscana del 1 dicembre u.s., che  ha annullato con un provvedimento urgente la sospensione dell’attività, prevista per il 4 dicembre, nei confronti di una sala giochi di Firenze, sanzionata per la seconda violazione sui limiti orari del regolamento comunale. “La misura sanzionatoria irrogata con il provvedimento emesso in data 23 novembre 2016 – si legge nel decreto – avrebbe integrale esecuzione per la data ivi indicata, prima della camera di consiglio che, nel rispetto dei termini a difesa dell’amministrazione, non può essere fissata in data anteriore a quella del 21 dicembre 2016”. Considerato che “non sussistono ragioni di urgenza, a tutela dell’interesse pubblico coinvolto” e che tale interesse “potrà essere soddisfatto anche mediante la sua esecuzione differita”, il Tar sospende l’esecuzione del provvedimento.

Sicuramente i segnali sono proprio timidi, ma già è qualcosa, considerato che il Consiglio di Stato, sempre la scorsa settimana, non ha ritenuto che la Conferenza Unificata, che il Legislatore sempre con la Legge di Stabilità 2016 ha investito della questione, potesse essere decisiva, a causa della poca chiarezza sulla tempistica per la risoluzione.

I giudici  amministrativi sino ad ora non hanno voluto comprendere (!?) che tutte queste misure sono state rese in totale assenza d’istruttoria. Secondo una satira non tanto lontana dalla verità, in base allo stesso iter superficiale adottato dagli enti locali – e supportato dai giudici amministrativi – per il gioco, si potrebbero porre limiti orari e distanze anche alla vendita di salumi e mortadella, che di certo aumentano il colesterolo, di cui è riconosciuto anche a livello mondiale il danno alla salute, questo sì, comprovato scientificamente.