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L’intesa Stato – Regioni

Breve cronistoria

L’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016)  ha stabilito  che entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza Unificata, sarebbero state  definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori, e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età.

 Le intese raggiunte in sede di Conferenza Unificata dovranno essere recepite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti entro la fine di Ottobre (almeno così è stato stabilito).

L’iter lungo e travagliato (oramai lo scetticismo aveva convinto: l’opinione pubblica era che l’accordo non si sarebbe mai raggiunto) iniziava con l’incontro del 5 maggio 2016, nel corso del quale venivano evidenziati gli elementi essenziali da condividere nell’intesa e da verificare in un confronto tra Governo, Regioni ed Enti locali. Dopo una serie di rinvii dove si misuravano le forze ricercando gli equilibri possibili, veniva convocata per il 13 luglio 2016 una riunione tecnica, nel corso della quale il Sottosegretario in rappresentanza del Governo si esprimeva a favore di una significativa riduzione dell’offerta di gioco. Seguiva il 19 luglio 2016 altra riunione, anch’essa squisitamente “tecnica”, nel corso delle quale si procedeva all’esame di una proposta fatta dal  Sottosegretario MEF, On. Baretta, che prevedeva tra le altre cose di: a) eliminare o ridurre l’offerta di gioco dagli esercizi generalisti secondari;  b) ridurre drasticamente le AWP e VLT nei bar e nei tabacchi e ricevitorie; c) innalzare la qualità dei punti gioco introducendo una certificazione a doppio livello, A e B, con un rigoroso sistema di controllo, dove quelle di classe A, con sicurezza elevata, avrebbero potuto non essere soggette al distanziometro; c)  considerare validi i vincoli esistenti risultanti dalle vigenti normative regionali e comunali in materia di distanza; d) garantire rigorosi controlli contro il gioco illegale, attribuendo competenze specifiche anche agli organi di polizia locale; e) avviare, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e gli Enti locali, una regolazione dell’attuale disciplina dei Casinò, finalizzata a ridurre la frammentazione della attuale diffusione territoriale del gioco.

Nel corso dello stesso incontro i rappresentanti degli Enti del Territorio evidenziavano la necessità di chiarimenti su alcuni passaggi (la determinazione dei criteri di classificazione del doppio livello di certificazione dei punti di raccolta gioco di classe A e B; determinazione del criterio delle 8 ore di apertura dei punti gioco rispetto alla proposta del Governo di una apertura minima di 12 ore la cui distribuzione nell’arco della giornata, in ogni caso rimanendo la stessa  di competenza dell’Ente locale; previsione della identificazione del giocatore tramite Carta nazionale dei servizi ecc. ecc.). I rappresentanti dell’ANCI, in relazione all’inasprimento dei controlli contro il gioco illegale da parte della polizia locale, chiedevano se dovesse essere attribuito agli Enti interessati il gettito derivante dalle relative sanzioni.

Nei mesi a seguire la Conferenza non si occupava più del tema giochi. In data 3 maggio 2017, nel corso di un nuovo incontro, il Sottosegretario presentava alcune proposte integrative del documento già predisposto, concernenti in particolare la previsione della distanza dalle scuole e dai luoghi di culto (fissata in 150 metri) e la previsione di fasce orarie di interruzione del gioco durante il giorno indipendentemente dall’orario di apertura stabilito (con un massimo di 6 ore complessive). I rappresentanti delle Regioni, nell’evidenziare di non avere ricevuto formalmente tali proposte, ribadivano la necessità di una regolamentazione uniforme su tutto il territorio, ritenendo necessario ulteriore tempo per l’esame del contenuto dell’intesa.

Poco dopo, in data 9 maggio 2017, si teneva un incontro nel corso del quale i rappresentanti delle Regioni esprimevano alcune riserve sul testo (sul limite della distanza dai luoghi sensibili e sulla durata di apertura degli esercizi), proponendo modifiche in riferimento ai soggetti patologici. Dopo altri rinvii, in data 2 agosto 2017, il governo faceva pervenire una nuova formulazione della proposta – che sarebbe diventata quella definitiva – ai rappresentanti degli Enti locali, che si prendevano la pausa estiva per valutare e decidere.

Finalmente in data 7 settembre u.s. veniva approvato il documento dalla Conferenza Unificata all’unanimità.  E’ bene rilevare che l’intesa è direttamente applicabile in quanto attuazione di una legge primaria, ma è un documento programmatico che dovrà essere tradotto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in un apposito decreto ministeriale. Possiamo infatti definire il comma 936 dell’Art. 1 della L. 208/15 norma programmatica, comunque precettiva, che tale suo carattere rivolge soltanto nei confronti degli organi statali, in questo particolare caso quello esecutivo (MEF).

Sarà tale decreto in definitiva a disciplinare in maniera puntuale e specifica le caratteristiche dei locali che possono installare gli apparecchi da intrattenimento, nonché le modalità con le quali Regioni ed Enti locali potranno partecipare alla definizione delle regole per la loro installazione. L’intesa raggiunta ad unanimità, da parte del Governo, di tutti i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome e dei Rappresentanti delle Autonomie locali, non potrà non avere valore vincolante per tutti coloro che si sono seduti intorno al tavolo delle trattative; in caso contrario si rischia di creare ulteriore caos e dare spazio e mercato al gioco illegale.

Autore dell'articolo Stefano Sbordoni

Leader nel settore Giochi e Scommesse. Sia in Italia che all'estero l’avvocato Stefano Sbordoni e lo Studio Legale Sbordoni sono considerati tra i più affermati e qualificati nel settore del gioco e scommesse.