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Le nuove gare del 18 settembre 2018

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Il DDL relativo alla Legge di Bilancio per l’esercizio 2018 è in fase di approvazione.

Lo scorso 31 ottobre è iniziato l’iter parlamentare della Legge di Bilancio 2018. L’Atto del Senato “2960” è stato deferito alla Commissione Bilancio, le altre Commissioni avrebbero dovuto trasmettere i rapporti alla quinta Commissione sempre entro ieri. Nei giorni scorsi le Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera hanno svolto una serie di audizioni preliminari all’esame del provvedimento. La quinta Commissione dovrebbe riferire all’Assemblea nel pomeriggio di martedì 21 novembre. Il calendario, qualora siano necessarie, prevede sedute uniche fino al 25 novembre.

Ad oggi, almeno per quello che si legge nella nota di lettura alla Stabilità 2018, per il settore dei giochi, ci sono solo conferme di quanto preannunciato. Per il bingo, a seguito dell’annullamento della gara indetta nel corso del 2014, la proposta normativa all’esame (id est Legge di Bilancio per il 2018), intervenendo sull’articolo 1, comma 636, della legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), provvede:

- ad estendere alle concessioni in scadenza nel biennio 2017-2018 la previsione dell’indizione di una gara per l’attribuzione di 210 concessioni di gioco per la raccolta del Bingo, fissando il termine per la sua effettuazione al 30 settembre 2018 ed introducendo la previsione che tale gara consenta un introito almeno pari a 73 milioni di euro (comma 1, lett. a);

- ad elevare da 5.000 a 7.500 euro e da 2.500 a 3.500 euro i versamenti dovuti dal concessionario in scadenza che intenda partecipare al bando di gara per la riattribuzione della concessione, rispettivamente per ogni mese o frazione di mese inferiore ai 15 giorni di proroga del rapporto concessorio scaduto.

Altra gara è quella delle scommesse. Si prevede che, anche a seguito dell’intesa raggiunta in Conferenza Unificata lo scorso 7 settembre u.s., ADM attribuisca con gara da indire entro il 30 settembre 2018 le relative concessioni alle condizioni già previste all’articolo 1, comma 932, della legge n. 208/ 2015191, con un introito almeno pari a 410 milioni.

A tal fine le concessioni in essere (Bersani, Giorgetti e Monti), nonché i punti emersi a seguito del condono, sono prorogate al 31 dicembre 2018 a fronte del versamento della somma annuale di euro 6.000 per ciascun diritto/negozio e punto sanato e di euro 3.500 per ogni diritto afferente i punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblico.

Al fine di consentire l’espletamento delle predette procedure di selezione, le Regioni dovranno adeguare le proprie leggi in materia di dislocazione dei punti vendita del gioco pubblico all’intesa sancita in data 7 settembre 2017 in sede di Conferenza Unificata. E’ peraltro voce di questi giorni che l’accordo, in attesa del previsto decreto attuativo, venga convertito in legge. Sebbene chi scrive sia dell’avviso che l’accordo sia già legge.

Le condizioni delle gare previste dall’art. 1, comma 932, delle legge n. 208/2015 dovrebbero essere: a) durata della concessione di nove anni, non rinnovabile, per la raccolta, esclusivamente in rete fisica, di scommesse presso punti di vendita aventi come attività prevalente la commercializzazione di prodotti di gioco pubblici, fino a un numero massimo di 10.000 diritti, e presso punti di vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, fino ad un massimo di 5.000 diritti, di cui fino a un massimo di 1.000 diritti negli esercizi in cui si effettua quale attività principale la somministrazione di alimenti e bevande; b) base d’asta non inferiore ad euro 32.000 per ogni punto di vendita avente come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici e ad euro 18.000 per ogni punto di vendita avente come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici; c) in caso di aggiudicazione, versamento della somma offerta entro la data di sottoscrizione della concessione; d) possibilità di partecipazione per i soggetti che già esercitano attività di raccolta di gioco in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, avendovi la sede legale ovvero operativa, sulla base di valido ed efficace titolo abilitativo rilasciato secondo le disposizioni vigenti nell’ordinamento di tale Stato.

Le proroghe del Bingo e delle Scommesse dovrebbero garantire un introito per il 2018 pari ad euro 69,025 ml/€ (così suddiviso: diritti di vendita di gioco pubblico (negozi, corner e punti sanati): 6.243 x 6.000 = 37,458 ml/€ – Corner: 7.305 x 3.500 = 25,567 ml/€, Bingo: 2.500 x 200 x 12 = 6,0 ml/€), mentre a seguito dell’aggiudicazioni delle concessioni delle scommesse dovrebbe derivare un introito pari ad euro 483 ml/€ (e nello specifico gara scommesse 410 ml/€, gara bingo 73 ml/€).

Le somme sono importanti. Sarebbe il caso che il legislatore, almeno in questa circostanza, non tenesse conto solo degli introiti ma anche di tutta la filiera degli operatori del settore, che necessitano di regole certe, durature ed omogenee su tutto il territorio. Il consolidamento della rete di raccolta a terra deve essere un obiettivo, in assenza del quale si rischia di ricadere nelle querelles che hanno portato alla situazione attuale. Se poi i bandi non dovessero vedere la luce (con proroghe sine die) si potrebbero aprire falle insanabili nelle quali illegalità e caos andrebbero a sguazzare.