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Il decreto fiscale 2018

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Le prossime settimane sono quelle decisive per la programmazione, sotto il profilo finanziario, del 2018. Dovranno essere presentati due importanti documenti: il primo è il documento programmatico di bilancio, che si compone di una serie di tabelle e riassume gli obiettivi della successiva legge di bilancio ovvero il saldo di bilancio, la descrizione e la quantificazione delle misure contenute nella manovra, e le indicazioni su come tali misure diano seguito alle raccomandazioni formulate dalle istituzioni europee. Il testo dovrebbe in teoria essere inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre. L’altro testo è il disegno di legge di Bilancio 2018 vero e proprio. Il testo, che contiene le misure (e la loro quantificazione economica) necessarie a realizzare gli obiettivi economici del governo, deve essere presentato alle Camere entro il 20 ottobre. Intanto lo scorso venerdì 13 il decreto fiscale che accompagnerà la Legge di Bilancio è stato approvato in CdM «salvo intese», secondo quanto annunciato dal ministro per i rapporti con il Parlamento al termine del consiglio. Tra le misure previste nel decreto, la riapertura della rottamazione delle cartelle fiscali, l’avvio della sterilizzazione Iva 2018 per 1 mld, una nuova iniezione di risorse per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (500 milioni), nonché una norma antiscorrerie contro le scalate ostili. Il decreto accompagna la Legge di Bilancio, è la prima tranche della manovra 2018. Nel provvedimento è prevista anche la sospensione delle tasse nelle zone alluvionate di Livorno e dintorni.

Per gli operatori di gioco è importante la rottamazione bis. Infatti, soprattutto le medie e piccole imprese che commercializzavano il gioco pubblico, come conseguenza di una perdurante crisi di liquidità, si sono viste notificare le cartelle dell’oramai soppressa Equitalia. Il dato rilevante è che il mancato pagamento degli oneri concessori di natura tributaria comporta, come è giusto che sia, anche l’irrogazione di sanzioni, che sono molto pesanti in alcune circostanze. Alla prima rottamazione non tutti gli operatori hanno potuto aderire, rischiando anche il fallimento della propria attività. L’attesa per questa ROTTAMAZIONE bis, – alla quale sperano di poter aderire anche quelle Società che non hanno concluso i piani di rientro precedentemente accordati -, è rivolta anche alla possibile inclusione degli oneri concessori (si pensi ai cc.dd. flussi finanziari) che hanno natura ibrida, in quanto non nascono come tributi ma nella loro essenza li contengono, come ad esempio l’imposta unica. Liberando così risorse oggi non ottenibili per la forte contrazione del credito alle aziende del settore. Ad esempio per la partecipazione alle nuove gare.

Oltre la rottamazione bis, il decreto fiscale nello specifico dovrebbe contenere altre misure che riguardano il settore dei giochi, come la prosecuzione della concessione delle lotterie istantanee (per cui sono stimate entrate pari a 800 milioni nel biennio 2018-2019) ed il bando di gara per le scommesse, già previsto dalla legge di stabilità 2016, messo in stand-by in attesa dell’accordo tra Governo ed enti locali in Conferenza Unificata, raggiunto lo scorso 7 settembre: all’epoca, il Governo aveva stimato di incassare oltre 400 milioni di euro. Se le stime fossero confermate, il settore giochi farebbe entrare nelle casse dello Stato circa 1,2 miliardi di euro.

Per ora, in attesa di leggere la legge di Bilancio 2018, che sicuramente ci riserverà altre sorprese, si conta sui bandi di gara del superenalotto e del gioco on line per la sussistenza del settore fino al 4 marzo, data in cui gli Italiani torneranno a votare.