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Liquidità sì, ma le licenze di poker e gaming online vanno ancora rinnovate

poker

Stefano Sbordoni, legale esperto di gaming, traccia gli scenari sulla liquidità internazionale e il bando di gara per le concessioni di gioco online.

Liquidità internazionale sì ma l’Italia non può bluffare: prima ci sono da rinnovare tutte le concessioni di gioco online (tra questi ovviamente anche il poker) tramite un bando di gara che era atteso già dallo scorso anno o per i primi mesi del 2017 e che non è stato ancora pubblicato dallo Stato.

“Rispetto agli altri giochi è un bando meno ricco per l’erario – lo Stato dovrebbe incassare fino a 24 milioni di euro – ma decisamente importante per il mercato dei giochi e delle scommesse, è il bando di gara per l’assegnazione delle 120 concessioni online, che permetterà di ‘rinnovare’ le licenze in scadenza (quelle assegnate fino al 2008, ultime appendici del bando Bersani)”, spiega Stefano Sbordoni, legale esperto di gaming.

Un passaggio doveroso e necessario per consentire agli operatori che vorranno proseguire nel mercato nazionale e in quello regionale a liquidità condivisa. Ovviamente i passaggi tecnici e le soluzioni potrebbero essere trovate o bypassate anche quando il mercato condiviso partirà. E anche i tempi possono aiutare a mettere ordine alle concessioni: la pooling liquidity potrebbe ragionevolmente arrivare entro i primi mesi del 2018 e in quel momento le licenze dovrebbero essere rinnovate.

Discorso che vale per chi nel mercato già c’è ma anche per chi non c’è: “Il bando darà a chi è ancora fuori dal mercato legale l’opportunità di regolare la propria posizione”, spiega Sbordoni.
E poi ancora: “A questo bando di gara dovrebbero poter partecipare anche coloro che non sono operatori di gioco, come del resto era già accaduto anche nel corso delle assegnazioni delle concessioni ex lege n. 88/09 (Legge comunitaria), ma che abbiano la capacità tecnica di poter raccogliere il gioco pubblico. Al fine di dimostrare questa capacità ed anche quella di natura economica i candidati – che non hanno mai raccolto gioco o lo hanno fatto in uno Stato che non rientra nello Spazio comune europeo (See) – dovranno presentare una garanzia (bancaria o assicurativa) di circa 1 milione e 500mila euro, e produrre una relazione tecnica”.
Sulla pubblicazione del documento anche Sbordoni è ottimista e conferma le previsioni e i rumours di questi giorni: “Questo bando dovrebbe essere imminente, avendo anche terminato tutti gli iter istituzionali (ivi compreso il passaggio al Consiglio di Stato), e rappresentare così la prima vera scossa del settore negli ultimi mesi dell’anno”.
da Gioconewspoket.it